AVVENTO – Prima domenica

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AVVENTO prima parte

Carissimi, quest’anno per il nostro cammino di Avvento vorrei approfondire la figura del festeggiato: Gesù Cristo nasce per noi ma molto spesso lo conosciamo poco. Lasciamoci allora aiutare dal Cardinale Giacomo Biffi che su di lui ha scritto un libro meraviglioso intitolato “Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo”: poche pagine ma così ricche di contenuto da aprirci la mente e il cuore. Si perché “il Cristianesimo, in sé, non è una concezione della realtà, non è un codice di precetti, non è una liturgia. Non è neppure uno slancio di solidarietà umana, né una proposta di fraternità sociale. Anzi, il Cristianesimo non è neanche una religione. È un avvenimento, un fatto. Un fatto che si compendia in una persona. Oggi si sente dire che in fondo tutte le religioni si equivalgono perché ognuno ha qualcosa di buono. Probabilmente è anche vero. Ma il Cristianesimo, con questo, non c’entra. Perché il Cristianesimo non è una religione, ma è Cristo. Cioè una persona”.

Che tipo era?

Prima domanda. La più semplice: che tipo era questo Gesù Cristo? Che uomo era? Questo il Vangelo non lo precisa. E devo dire che un po’ mi secca, perché ho puntato la mia vita su di Lui e non so neppure di che colore fossero i suoi occhi. Era bello o era brutto? Be’. Secondo me era bello. C’è un episodio dell’undicesimo capitolo del Vangelo di Luca. Gesù sta parlando alla folla. All’improvviso una donna, lanciando un grido di entusiasmo, dice:” Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha nutrito”. Ecco, questo è il primo panegirico di Cristo. Ed è fatto in termini molto … corporei. Tant’è vero che poi Gesù le rimprovera di trascurare la parola di Dio per soffermarsi sulla Sua bellezza.” Beati quelli che ascoltano la parola di Dio”. Noi però ringraziamo questa donna sconosciuta che ci ha permesso di rispondere alla nostra domanda preliminare: Gesù era davvero un bell’uomo.

I suoi occhi

Aveva due splendidi occhi. Lo sguardo di Gesù colpiva chi lo incontrava. I Vangeli, soprattutto quello di Marco, parlano spesso del suo sguardo: penetrante su Simone, che gli viene presentato dal fratello; affettuoso sul giovane ricco, quello che poi se ne va perché lui gli dice di “lasciare tutto e seguirlo”; di simpatia su Zaccheo, il capo dei pubblicani, gli esattori delle imposte che rubavano (solo allora, per carità, non voglio dar giudizi …), che lo guardava stando appollaiato su un albero. E, ancora, di tristezza sull’offerta dei ricchi, di sdegno su quel che avveniva nel Tempio, di dolore per chi lo tradisce … Insomma, il suo era uno sguardo che parlava.

Il vostro Parroco

Don Gianmarco Pernice

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