8 dicembre – Festa dell’Immacolata

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Come ogni anno, l’8 dicembre si festeggia l’Immacolata: ma è anche la data simbolica dell’inizio dell’oratorio di Don Bosco! 177 anni sono passati da quell’incontro con Bartolomeo Garelli: oggi il nostro oratorio ne festeggia solo (si fa per dire) 77! Era infatti l’8 dicembre 1941 il giorno in cui il nostro oratorio simbolicamente prendeva inizio con le sue attività! 

Un passo per volta, un passo per volta….

Carissimi,  questa notte il mio sonno è stato molto agitato perché ho fatto un sogno ed è troppo bello per non raccontarvelo. Ho sognato che mi trovavo in mezzo ai tantissimi ragazzi che ogni giorno giocano e si divertono nei nostri cortili e ad un certo punto mi si è affiancato un personaggio misterioso vestito con una tonaca nera e un cappello nero a forma di panino. Si perché il tricorno di Don Bosco sembra un panino, lo avete mai notato?“ Don Bosco! Che ci fai qui?”, “Ciao don Gianmarco, sto facendo il giro del mondo salesiano per controllare come funzionano gli oratori nel 2018 e se posso vorrei darti alcuni consigli”. No!! Un’altra visita ispettorale! In questi mesi già tre! Chissà cosa abbiamo combinato!

Don Bosco mi ha preso per mano e ha iniziato a dirmi un sacco di cose: “Complimenti guarda quanti giovani, questo si che è un cortile salesiano. Ho sognato i cortili degli oratori di tutto il mondo popolati di ragazzi di tutte le età e assieme a loro tante figure belle di adulti che li accompagnano, li aiutano a giocare insieme, a non litigare, giocando possono imparare la cooperazione, per vincere una partita serve una squadra, da soli non si va da nessuna parte”. “Mi raccomando siate sempre presenti in mezzo a loro, non lasciateli soli, ascoltateli, a volte esprimono in maniera strana le loro richieste di aiuto, se non “perdete un po’ di tempo” con loro e siete sempre di fretta no ve ne accorgerete e resteranno delusi”…

Poi ci siamo spostati in chiesa: “Che bello avete ristrutturato tutta la chiesa! Complimenti è attraverso il bello e l’arte che possiamo portare i nostri giovani a conoscere Dio più da vicino, sai? Oggi come nel 1800 hanno così tanta sete di Speranza ma spesso nel mondo mancano gli strumenti per sostenere e accompagnare questi cuori molto spesso feriti e solitari. Educateli alla bellezza, Dio è Bellezza infinita, diventeranno belle anche le loro anime! Portateli a Messa, fateli cantare, fateli emozionare, lasciate che si nutrano di Cristo, lui dona la forza per sconfiggere ogni buio e ogni bruttezza presenti nella nostra vita, educateli alla cultura: è conoscendo il passato che si evitano gli errori nel presente e così si costruisce il futuro”. 

Poi mi ha portato sotto la statua della Madonna e mi ha detto: “Sai perchè l’oratorio è nato nel giorno della festa dell’Immacolata? Perchè la Chiesa, da antichissima tradizione, crede che Maria, per singolare privilegio, ha goduto della redenzione prima della nascita di Cristo, in previsione dei meriti di lui. Dire che Maria è immacolata concezione significa affermare che per prima, lei ha sperimentato la redenzione di Cristo, che si è trovata nella condizione di salvezza in cui ci siamo trovati anche noi, il giorno del nostro battesimo. Troppo spesso portano nel cuore la pesantezza del peccato originale che è la consapevolezza della fragilità che sperimentano e che impedisce loro di amare in pienezza e liberamente. Questo vale anche per noi. Diversamente rimarrebbe solo il desiderio dell’uomo di sostituirsi a Dio, di fare a meno del Signore, di non averne bisogno. Questa arroganza ci porta a sperimentare la fatica dell’essere, la fragilità dei nostri progetti sempre segnati dall’egoismo. Gesù è venuto a redimere questa colpa, a cancellare questa fragilità; in Cristo, ora, noi possiamo amare, siamo resi capaci di donarci come egli si è donato. Che bello quando i ragazzi dicono l’Ave Maria tutti insieme in cortile, insegnate loro a pregarla sempre e in ogni momento della loro giornata: lei è nostro aiuto e nostro scudo! Ci protegge e ci avvolge con il suo manto di amore!”

Io allora ho detto: “come posso fare tutto questo? Ho solo nove anni! (non è vero non gli ho detto questo) Sono solo un giovane salesiano non ho la forza! Lui mi ha risposto: “Vedi, nella mia vita io non ho mai lavorato da solo. Mi sono circondato di una comunità educante composta di adulti e di giovani che hanno accompagnato e aiutato tanti altri giovani sotto la mia guida. Questa è la Chiesa: famiglie che sostengono altre famiglie e insieme si raggiungono le mete più alte. Tutto il resto chiedetelo a Lei che è la maestra e non vi mancherà mai nulla. In mezzo a questi ragazzi ci sono futuri padri e madri, saranno grandi educatori, buoni lavoratori, ma vedo anche nuovi Salesiani e nuove figlie di Maria Ausiliatrice, che seguiranno il nostro esempio e porteranno avanti questo sogno per sempre.” Salutando don Bosco, sono rimasto ancora un po’ a passeggiare in mezzo ai ragazzi in cortile e ho pensato: “Dai! Tutto sommato don Bosco è contento di noi, ma quanto lavoro resta ancora da fare… Don Bosco è tornato e mi ha detto l’ultima cosa, “Un passo per volta, un passo per volta…”.

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